Il trauma psicologico è una ferita invisibile, ma profonda, che si sviluppa in seguito a eventi vissuti come travolgenti, minacciosi o destabilizzanti. Nasce da esperienze singole (traumi acuti) o da esposizioni ripetute e prolungate (traumi complessi), come abusi, trascuratezza, lutti, violenze o relazioni disfunzionali. Quando l’esperienza supera la capacità della persona di elaborarla e integrarla, il sistema psichico si disorganizza, lasciando segni che possono influire sull’identità, sulle relazioni, sul corpo e sulla percezione del mondo. Il trauma non è ciò che accade, ma ciò che accade dentro in risposta a quell’evento.
La violenza è un atto intenzionale di forza, potere o coercizione, fisico o psicologico, esercitato su un’altra persona o su un gruppo, che provoca o ha alta probabilità di provocare danni fisici, mentali, sessuali, relazionali o economici.
La violenza può manifestarsi in molte forme:
• Fisica: percosse, spintoni, uso di oggetti o armi.
• Psicologica: minacce, umiliazioni, isolamento, gaslighting.
• Sessuale: qualsiasi atto sessuale imposto senza consenso.
• Economica: controllo delle risorse, sabotaggio dell’autonomia.
• Digitale e relazionale: stalking online, revenge porn, controllo tramite app, violenza nelle relazioni affettive.
La violenza non è solo l’evento, ma il contesto e le dinamiche di potere che la rendono possibile e persistente.
È spesso sistemica e culturale, alimentata da stereotipi, ruoli di genere, abusi di potere e silenzi sociali.


